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Anche Marlborough era convinto della necessità di un’azione immediata; il 5 otto-

bre scrisse al ministro di Giuseppe I Wratislaw, con cui era in stretto contatto, «i

tempi sono maturi per pensare seriamente alla guerra in Italia, che impiega tante

truppe nemiche che piomberebbero alle nostre spalle da ogni parte se noi fossimo

cacciati via da essa»

66

. Il suo confidente Heinsius, gran pensionario d’Olanda, si

unì ai suoi sforzi per convincere la corte imperiale ad aumentare quanto prima le

forze in Italia

67

. Non appena l’autunno pose fine alla campagna nei Paesi Bassi,

Marlborough mise in atto un fulmineo

tour

diplomatico presso le corti amiche

della Germania per raccogliere sostegni alla guerra in Italia, come l’anno prece-

dente. Aveva a disposizione l’arma più potente nell’arsenale delle potenze maritti-

me: il denaro. Nel corso dei due mesi successivi, in cambio dell’oro inglese e olan-

dese, ottenne la promessa di truppe fresche per ripristinare l’organico del suo con-

tingente da Prussia, Palatinato e Sassonia. Questi accordi avrebbero portato il

totale delle truppe tedesche assoldate per l’esercito imperiale in Italia da 18.000 a

28.000 unità, un incremento assai consistente. All’inizio del 1706 il governatore

dell’Assia acconsentì a fornire altri 10.000 uomini

68

. Tutte queste truppe erano

parte dell’esercito imperiale, ma pagate dalle potenze marittime.

La tappa più importante nel suo turbinoso viaggio diplomatico era Vienna. Qui

cercò di instillare il senso dell’urgenza nell’inerte amministrazione austriaca e di

ottenere dall’imperatore un fermo impegno a proseguire con il massimo vigore la

guerra in Italia. Giunse al punto di sobbarcarsi i costi dell’armata imperiale in Ita-

66

Citato in D. C

HANDLER

,

Marlborough as Military Commander

cit., p. 165. Si veda Godolphin a Marlborough,

11/22 settembre 1705, in H. S

NYDER

(a cura di),

The Marlborough-Godolphin Correspondence

cit., I, p. 491.

67

Heinsius a Marlborough, 11/22 settembre 1705, in B.

VAN

’

T

H

OFF

(a cura di),

The Correspondence 1701-1711

cit., p. 210.

68

M. B

RAUBACH

,

Prinz Eugen von Savoyen

cit., II, p. 144;

CGP

, V, p. XCVIII. I totali (comprensivi delle sostitu-

zioni) erano: 4000 uomini dalla Prussia, 7000 dal Palatinato e 3000 dalla Sassonia più un ulteriore contingente dal-

l’Assia. Il 26 maggio 1706 le potenze marittime si accordarono per altri 3000 soldati con l’elettore palatino; si veda

G.

DE

L

AMBERTY

(a cura di),

Mémoires pour servir à l’histoire du XVIII siècle

cit., VI, pp. 60-65.

Giuseppe Pietro Bagetti,

Incontro di Vittorio Amedeo

II e del principe Eugenio sul Tanaro

, tempera su car-

tone (Torino, Palazzo Reale).