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sosta. Gli zappatori stavano ora scavando trincee d’approccio in direzione della
cittadella e del lato occidentale della città. Per questa ragione nei primi giorni di
giugno Vittorio Amedeo vi fece collocare più bocche da fuoco per rinforzare
quel settore e assoldò centinaia di operai – uomini e donne – per consolidare l’o-
pera a corno e i terrapieni, ora che era chiaro dove sarebbe arrivato l’attacco
principale. Intorno al 7 giugno le batterie di La Feuillade erano a portata di tiro
della cittadella e cominciarono a bombardarla sistematicamente con cannoni e
mortai. Intanto i francesi estesero le linee perimetrali fino a circondare quasi
completamente la città. Soltanto la collina a est rimaneva relativamente aperta.
Fino a quel momento rifornimenti e rinforzi – e anche denaro – erano riusciti
ancora a giungere nella città assediata; ora venne tagliata fuori dal mondo
80
.
Prima che l’accerchiamento fosse completato, Vittorio Amedeo organizzò la par-
tenza della moglie e della madre in direzione del territorio neutrale di Genova,
in compagnia del principe di Carignano. Portarono con sé la Sindone per met-
terla al sicuro.
La notizia della vittoria alleata a Ramillies giunse a Torino l’11 giugno e fu festeg-
giata come si conviene con un altro
Te Deum
; ma quella lontana vittoria non alleg-
gerì in alcun modo la pressione sulla città. L’artiglieria francese cominciò allora
un intenso bombardamento della parte occidentale colpendo lo stesso palazzo
ducale. Il 17 giugno Vittorio Amedeo abbandona Torino alla testa di un distacca-
mento di cavalleria, alla volta di Carmagnola. Lascia la guarnigione sotto il valido
comando del generale austriaco Wirich Daun. Tre giorni dopo La Feuillade passa
il comando delle operazioni d’assedio ai suoi subordinati e corre all’inseguimen-
to di Vittorio Amedeo, sperando senza dubbio di guadagnarsi la gloria facendo-
lo prigioniero. Allo stesso tempo distacca altre forze per attaccare Asti. Questa
avventata decisione valse a La Feuillade un aspro rimprovero da parte di Chamil-
lart per aver indebolito l’esercito assediante e averlo privato del comandante
supremo in un momento critico
81
. Vittorio Amedeo sfuggì agli inseguitori e si fece
dare la caccia per tutto il Piemonte meridionale e le valli valdesi, impegnando i
francesi ovunque era possibile. Il suo obiettivo era prolungare con ogni mezzo la
resistenza di Torino e guadagnare tempo, perché sapeva che l’armata del princi-
pe Eugenio stava marciando in suo soccorso.
Il 6 luglio l’esercito di Eugenio, forte di circa 44.000 unità, cominciò ad avanzare
attraverso l’Adige
82
. Vendôme non considerò questa manovra una seria minaccia,
ma il 12 luglio Eugenio lo aggirò con un movimento in direzione sud e lo obbligò
a ritirarsi sulla linea del Mincio. Quattro giorni dopo l’armata di Eugenio passò il
Po vicino a Ferrara e si attestò in posizione protetta con il fiume a separarla dai
francesi. Vendôme fu in quei giorni richiamato in Francia per assumere il coman-
do nei Paesi Bassi dopo il disastro di Ramillies e sostituito in veste di comandan-
te in Lombardia dal duca d’Orléans e dal maresciallo Marsin. La loro armata in
campo contava circa 20.000 uomini in tutto: sul piano numerico l’esercito impe-
riale li sovrastava di gran lunga. Verso fine luglio il principe Eugenio cominciò a
marciare verso ovest, impadronendosi delle roccaforti nemiche che incontrava sul
cammino per assicurarsi le comunicazioni. Il 6 agosto prese Carpi, poi Reggio: il
15 agosto partì da Parma per l’ultima tappa della marcia per unirsi alle forze di
Vittorio Amedeo. Tutto ciò che i comandanti francesi, incapaci di intercettarlo,
poterono allora fare fu di seguirlo con un percorso parallelo lungo la riva setten-
80
Un prestito speciale inglese di 50.000 sterline, votato dal parlamento il 23 aprile, giunse a Torino a fine maggio:
Chetwynd (incaricato d’affari inglese a Torino dopo la partenza di Hill) a Marlborough, 2 giugno 1706, in G
EOR
-
GE
W. V
REEDE
,
Correspondance diplomatique et militaire du Duc de Marlborough, du Grand Pensionnaire Heinsius,
et du Trésorier Général des Provinces-Unies Jacques Hop
, Amsterdam: Schleijer, 1850, pp. 46-47.
81
J.-J. P
ELET
, F.-E.
DE
V
AULT
,
Mémoires militaires relatifs à la succession d’Espagne sous Louis XIV
cit., VI, p. 193.
82
Un buon racconto della campagna si trova in P
IERO
P
IERI
,
L’evoluzione dell’arte militare nei secoli XV, XVI e
XVII, e la guerra del secolo XVIII
, in
Nuove questioni di storia moderna
, 2 voll., Milano: Marzorati, 1966.




