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lia ottenendo un prestito di 250.000 sterline sul proprio credito personale. Tale
somma fu raccolta da fonti private ed era distinta dal prestito di 300.000 scudi
che i governi inglese e olandese avevano già concesso allo stesso scopo. Per pre-
cauzione, questo denaro non fu dispensato direttamente attraverso il governo
austriaco, ma trasferito a Venezia per mezzo di banchieri e destinato a retribuire
direttamente le truppe in Italia – chiaro segno che le potenze marittime erano
consapevoli della corruzione e dell’inefficienza che costantemente incepparono lo
sforzo bellico degli Asburgo e che avevano molto contribuito a portare la causa
alleata in Italia sull’orlo della sconfitta
69
. Il compagno d’armi di Marlborough, il
principe Eugenio, non era ancora ritornato a Vienna dall’Italia al tempo della sua
visita e non fu possibile compiere uno sforzo congiunto per spingere il governo
imperiale all’azione. Marlborough era rientrato in patria molto prima che il prin-
cipe giungesse a Vienna a fine gennaio 1706; appena arrivato, anch’egli si impe-
gnò a mobilitare uomini e denaro a favore della prossima campagna
70
.
Il deciso intervento di Marlborough assecondato dal principe Eugenio produsse
risultati che avrebbero modificato in misura decisiva l’equilibrio delle forze nel
teatro italiano nel 1706. Rinforzato e adesso regolarmente pagato, l’esercito impe-
riale sarebbe stato guidato alla vittoria dal principe Eugenio. Tornato a Londra,
Marlborough, pur preoccupato per i futuri sviluppi in Italia, non disperava che
gli alleati riuscissero a mettere in campo nell’Europa meridionale un’offensiva che
rompesse lo stallo nei Paesi Bassi: con operazioni coordinate in Spagna e Italia
avrebbero potuto sconfiggere i Borbone e costringerli a chiedere la pace. I presa-
gi non erano sfavorevoli. La guerra in Spagna sembrava procedere bene per l’ar-
ciduca Carlo. La situazione in Italia settentrionale era difficile, ma sarebbe miglio-
rata con i rinforzi che aveva assicurato all’esercito imperiale. Soccorrere Vittorio
Giuseppe Pietro Bagetti,
Assedio di Torino: Vittorio
Amedeo II e il Principe Eugenio preparano il piano
d’attacco dalla collina di Superga
, tempera su cartone
(Torino, Palazzo Reale).
69
D. M
C
K
AY
,
Eugenio di Savoia
cit., p. 112; C. I
NGRAO
,
In Quest and in Crisis
cit., pp. 82-83.
70
M. B
RAUBACH
,
Prinz Eugen von Savoyen
cit., II, p. 128.




