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Amedeo sarebbe stata la parte più difficile di questo grande schema. Il fallimen-

to di La Feuillade gli aveva concesso un po’ più di tempo, ma Marlborough sape-

va che la prossima campagna sarebbe stata decisiva per i destini del duca. Da

parte sua, Vittorio Amedeo guardava alle potenze marittime, e specialmente

all’Inghilterra, per ricevere l’aiuto di cui aveva disperatamente bisogno. Il 15 gen-

naio 1706 inviò Maffei in missione speciale a Londra, l’Aja e Vienna, lamentando

il mancato sostegno nella campagna trascorsa e sollecitandoli a venire subito in

suo aiuto, con il rinforzo del contingente imperiale in Lombardia e lo sbarco dalla

flotta di truppe da far marciare direttamente alla volta del Piemonte per incre-

mentare il suo esercito sempre più indebolito

71

.

Spronato da queste sollecitazioni, all’inizio del 1706 Marlborough cominciò a

progettare una grande offensiva meridionale, ancora più temeraria della campa-

gna del 1704: avrebbe guidato un esercito dai Paesi Bassi per unirsi al principe

Eugenio in Italia settentrionale, sconfiggervi le forze franco-spagnole, soccorrere

Torino e forse proseguire con la distruzione di Tolone

72

. Questa offensiva doveva

essere appoggiata dalla flotta alleata; furono diramati ordini di far sbarcare tre

reggimenti (presto cresciuti a cinque) sulla costa italiana, per marciare in aiuto di

Vittorio Amedeo. Al momento di porre in atto tale piano, però, la flotta era impe-

gnata a difendere Barcellona assediata in aprile dalle forze di Filippo V e in segui-

to nella presa di Alicante. Il comandante delle forze alleate di terra, il conte di

Giuseppe Pietro Bagetti,

Presa di un convoglio tra

Alpignano e Pianezza nel 1706

, tempera su cartone

(Torino, Palazzo Reale).

71

Si veda la corrispondenza fra Vittorio Amedeo e Brianzone, suo ambasciatore a Londra, e anche le lettere a Marl-

borough e alla regina Anna, in

CGP

, V, p. 384 e sgg. La dettagliata

Istruzione

di Maffei è alle pp. 450-460.

72

A Marlborough lo aveva proposto Maffei; si veda la sua lettera a Vittorio Amedeo, 5 marzo 1706, e quella di

Brianzone a Vittorio Amedeo, 12 marzo 1706, sulla positiva reazione di Marlborough;

CGP

, V, p. 525 e p. 552. Si

veda D. C

HANDLER

,

Marlborough as Military Commander

cit., pp. 168-169. Marlborough sembra anche aver con-

temporaneamente formulato un altro piano per l’invasione della Francia lungo il fiume Saar, come strategia alter-

nativa. Il 25 aprile la regina Anna aveva segretamente concesso a Marlborough l’autorizzazione a «marciare imme-

diatamente alla volta dell’Italia». Si veda H. S

NYDER

(a cura di),

The Marlborough-Godolphin Correspondence

cit.,

I, p. 521.