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gli aveva promesso, né il duca poteva attendersi aiuto da altre parti. Nei Paesi
Bassi, Marlborough prese Liegi e attraversò le linee del Brabante in un punto,
obbligando l’esercito francese a ritirarsi; sul fronte del Reno un’armata imperiale
comandata dal margravio del Baden occupò parte dell’Alsazia. Erano importanti
guadagni territoriali, ma quell’anno non ci sarebbe stata una grande vittoria come
Höchstädt-Blenheim.
La guerra in Spagna prese una piega più favorevole agli alleati nel 1705, grazie alla
superiorità di cui ora godevano sul mare. Mentre un esercito franco-spagnolo gui-
dato da Tessé assediò senza successo Gibilterra all’inizio dell’anno, una potente
flotta alleata giunse a Lisbona con 12.000 uomini al comando del conte di Peter-
borough per rianimare il languente tentativo dell’arciduca Carlo di conquistare il
trono spagnolo
48
. A fine luglio la flotta salpò da Lisbona diretta nel Mediterraneo.
L’intento degli alleati era lo stesso dell’anno precedente: suscitare una rivolta filo-
asburgica in Catalogna. A metà agosto la flotta apparve al largo di Valencia; una
compagnia da sbarco prese il porto di Altea e vi costituì una testa di ponte; pre-
sto la maggior parte della regione fu in rivolta; il 22 agosto la flotta raggiunse Bar-
cellona ponendola immediatamente sotto assedio; la città cadde il 9 ottobre. Alla
fine dell’anno la maggior parte della comunità valenciana e della Catalogna, e
parti dell’Aragona, si erano schierate con l’arciduca Carlo. Ai primi d’aprile del-
l’anno seguente Filippo V e Tessé cercarono di riprendere Barcellona e di arresta-
re in qualche modo la sequenza di sconfitte. Assediarono la città per un mese, ma
dovettero ritirarsi quando la flotta alleata ritornò rendendo le loro posizioni indi-
fendibili. La Spagna sembrava scivolar via dalle mani di Filippo V.
In Italia invece le fortune di Luigi XIV erano in ascesa. Sebbene la minaccia por-
tata dall’armata del principe Eugenio in Lombardia impedisse ai Borbone di far
convergere tutte le proprie forze contro Vittorio Amedeo, questi stava perdendo
rapidamente terreno. Il mancato invio di rinforzi da parte dell’imperatore, nel
momento del massimo pericolo, gli provocava uno stato di perenne ansietà
49
. Per
tutta l’estate le truppe borboniche continuarono la loro sistematica avanzata,
tagliandolo fuori da ogni prospettiva di soccorso e circondando Torino in prepa-
razione dell’assalto decisivo
50
. Verrua capitolò finalmente l’8 aprile 1705 dopo un
assedio di cinque mesi. Vendôme si affrettò in Lombardia, bloccò un tentativo del
principe Eugenio di avanzare attraverso il Bresciano e ritornò rapidamente in Pie-
monte per assediare la cittadina di Chivasso, non molti chilometri a valle di Tori-
no lungo il fiume Po. Ancora una volta, però, incontrò una resistenza inattesa.
Chivasso tenne duro fino alla fine di luglio, sottraendo all’armata francese un
altro prezioso mese della stagione utile per la campagna. Dopo la caduta di Chi-
vasso, la via verso Torino era sgombra, ma Vendôme dovette precipitarsi nuova-
mente in Lombardia per fronteggiare il principe Eugenio e lo sconfisse a Cassa-
no d’Adda il 16 agosto
51
. A dispetto di questa diversione, Vendôme era determi-
nato a tentare l’assedio di Torino e così, prima di lasciare per la seconda volta la
Lombardia, ordinò a La Feuillade – la cui armata, fresca della conquista della
contea di Nizza, si trovava adesso a Susa – di prepararsi ad assediare la città
52
.
48
Sulla campagna spagnola del 1705 si veda V. L
EÓN
,
Carlos VI
cit., pp. 65-72; H
ENRY
K
AMEN
,
The War of Succes-
sion in Spain, 1700-15
, London & Bloomington: Indiana University Press, 1969, pp. 14-16; H. R
ICHMOND
,
The
Navy as an Instrument of Policy
cit., pp. 314-316.
49
Si vedano ad esempio le lamentele nella lettera a Marlborough, 26 marzo 1705, in
CGP
, V, p. 363.
50
Contessa (
ibid
., p. LXVI), sostiene che la decisione era già stata presa nel febbraio 1705. Il 28 aprile 1705 il mare-
sciallo Vauban scrisse a un anonimo corrispondente (La Feuillade?) sollevando obiezioni contro l’ipotesi di asse-
diare Torino quell’anno; una strategia migliore sarebbe stata colpirla con bombe incendiarie senza rischiare un
assedio in piena regola. Egli sosteneva che fosse più importante prendere Nizza e Montmélian. Si veda E
UGÈNE
-
A
LBERT DE
R
OCHAS D
’A
IGLUN
,
Vauban, sa famille et ses écrits
, 2 voll., Paris: Berger-Levrault, 1910, II, p. 555.
51
M. B
RAUBACH
,
Prinz Eugen von Savoyen
cit., II, pp. 112-119.
52
J
EAN
-J
ACQUES
G
ERMAIN
P
ELET
, F
RANÇOIS
-E
UGÈNE DE
V
AULT
,
Mémoires militaires relatifs à la succession d’Espa-
gne sous Louis XIV
, 11 voll., Paris: Imprimerie Royale, 1835-1862, V, p. 166.
Jan van Huchtenburg,
Vue et Répresentation de la
Bataille donnée devant Turin le 7 de Septembre 1706
,
incisione in rame, [1729] (ASCT,
Collezione Simeom
,
D 155).




