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LA GUERRA IN PIEMONTE E LA GUERRA IN EUROPA
(1703-1705). Nei primi giorni di
ottobre 1703, mentre Vendôme avanzava verso Casale, Vittorio Amedeo diede
ordine di mobilitare le milizie piemontesi e in fretta e furia procedette a mettere
la capitale in stato di difesa
36
. Per sua fortuna Vendôme non avanzò immediata-
mente ad assediare Torino, forse perché credeva ancora che il cambio di alleanze
del duca non fosse definitivo, forse perché si avvicinava l’inverno, forse perché
non se la sentiva di affrontare un’impresa così impegnativa avendo un’armata
imperiale alle spalle in Lombardia. In ogni caso, Vittorio Amedeo potè godere di
un fruttuoso periodo di tregua. A metà gennaio giunse un corpo di truppe impe-
riali al comando di Guido Starhemberg, che era riuscito a portare rinforzi a Tori-
no evitando l’armata di Vendôme
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. La capitale di Vittorio Amedeo era al momen-
to salva, ma la situazione a lungo termine non era per nulla rassicurante. Si aspet-
tava un attacco da est e da ovest da parte di forze borboniche nettamente supe-
riori, con poche speranze di un soccorso immediato da parte dei nuovi alleati.
Le prospettive di Luigi XIV, invece, sembravano buone. Durante la campagna
1703 le sue armate non si erano limitate a tenere le posizioni raggiunte nei Paesi
Bassi, trincerate dietro una lunga serie di terrapieni, la cosiddetta linea del Bra-
bante. In Germania meridionale le armate francesi e bavaresi erano in attesa di
riprendere l’invasione dell’Austria, facilitate dal fatto che gli Asburgo avevano
dovuto destinare parte delle loro forze a fronteggiare la rivolta di Rákóczi in
Ungheria. La vittoria sembrava a portata di mano degli invasori franco-bavaresi:
essi avrebbero potuto prendere Vienna e unirsi ai ribelli ungheresi, obbligare
l’imperatore alla pace, dissolvendo così la Grande Alleanza. Nelle Cévennes un
nuovo comandante, il maresciallo Villars, stava avendo la meglio sui
Camisards
.
Le fortune dei Borbone erano in ascesa; se avessero vinto le conseguenze per il
duca di Savoia sarebbero state davvero tremende.
Per la Grande Alleanza, l’impegno più pressante era evitare la sconfitta dell’impe-
ratore. Nell’aprile 1704 il duca di Marlborough concepì un piano temerario per
36
Per la difesa di Torino, si veda G
EOFFREY
S
YMCOX
,
Torino in guerra (1690-1713)
, in
Storia di Torino
, IV, G
IU
-
SEPPE
R
ICUPERATI
(a cura di)
La città fra crisi e ripresa (1630-1730)
, Torino: Einaudi, 2002, pp. 738-776, soprattut-
to p. 750 e sgg.
37
Hill a Marlborough, 11 marzo 1704, sosteneva che Starhemberg avesse 10.000 uomini idonei al servizio: in W.
B
LACKLEY
(a cura di),
The Diplomatic Correspondence of the Rt. Hon. Richard Hill
cit., I, p. 331.
Veduta di Verrua, incisione anonima, in
Theatrum Sta-
tuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis
, 1682
(ASCT,
Collezione Simeom
, N 1, vol. II, tav. 57).




