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il 24 ottobre con una dichiarazione di guerra. Il duca sapeva perfettamente che la
rottura definitiva con la Francia lo poneva in grande pericolo. L’armata di Vendô-
me lo minacciava da oriente, mentre verso occidente il ducato di Savoia era aper-
to all’invasione. Nella speranza di evitare questa minaccia, egli tentò di persuade-
re i cantoni svizzeri a dichiarare la Savoia territorio neutrale e a porla sotto la pro-
pria protezione
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. Diede disposizione al fidato consigliere Pierre Mellarède di
avanzare tale proposta ai governi di Berna e Zurigo e all’assemblea dei cantoni
cattolici a Lucerna. Ne seguì un duello diplomatico. Mellarède era assistito dal-
l’inviato inglese, Aglionby, ma fu abilmente contrastato dall’ambasciatore france-
se, il marchese di Puysieux, che poteva contare sull’atteggiamento amichevole
della Confederazione, tradizionalmente filofrancese, e sulla diffidenza per gli
ormai annosi progetti di casa Savoia su Ginevra e altre porzioni del suo territorio.
Mellarède cercò di rendere più attraente la proposta offrendo di reclutare e paga-
re un cospicuo contingente di truppe svizzere, ma non bastò. Per poco la Confe-
derazione prese in considerazione la proposta di assumere la protezione delle
province sabaude di Chablais e Faucigny, ma nel maggio 1704 il progetto fu
lasciato cadere. Neppure una proposta separata al cantone del Vallese di garanti-
re la neutralità della Valle d’Aosta ebbe successo. Mellarède così non riuscì a otte-
nere altro che il permesso della Confederazione di reclutare poche compagnie di
soldati per l’esercito sabaudo.
Ma a quel punto, in ogni caso, il ducato di Savoia era già alle prese con l’invasio-
ne francese. Nel novembre 1703 un’armata sotto il comando del maresciallo Tessé
aveva preso Chambéry e invaso il resto del ducato, fatta eccezione per la fortezza
di Montmélian, che cadde solo alla fine del 1705. Vittorio Amedeo era adesso
intrappolato fra due armate francesi: una controllava la Savoia e i passi alpini
verso la pianura piemontese e Torino, mentre l’altra, sotto il comando di Vendô-
me, era in attesa di avanzare verso ovest dalla Lombardia, per ricongiungersi a
essa. Dall’inizio della campagna del 1704, con Vendôme che sistematicamente si
impadroniva delle fortezze di Vittorio Amedeo, divenne chiaro che l’obiettivo
francese era la completa conquista del Piemonte. Ciò rappresentava un radicale
cambiamento rispetto alla strategia che Luigi XIV aveva seguito nella guerra pre-
cedente, tra 1690 e 1696. Durante quel conflitto, le armate francesi erano riusci-
te soltanto a invadere il Piemonte da ovest, attraverso le Alpi, poiché la Lombar-
dia era all’epoca possedimento di Carlo II di Spagna, alleato di Vittorio Amedeo.
Così, sebbene l’esercito invasore fosse riuscito a occupare parti del Piemonte e a
riscuotervi contributi di guerra, non potè stabilirvisi in maniera permanente. L’ac-
quisizione del ducato di Milano da parte di Filippo V cambiò completamente la
situazione strategica: Vittorio Amedeo era ora preso tra due fuochi. Luigi XIV
decise quindi di completare l’accerchiamento e occupò tutti i territori di casa
Savoia, perché il controllo del Piemonte era indispensabile per assicurare alle
forze borboniche i collegamenti tra la Francia e il ducato di Milano e impedire
che quest’ultimo cadesse nelle mani dell’imperatore. Ma forse l’obiettivo di Luigi
XIV andava oltre queste necessità strategiche immediate. La sua intenzione ulti-
ma poteva essere l’annessione dei territori sabaudi e la loro trasformazione in pro-
vince della monarchia francese, secondo un processo analogo alla graduale incor-
porazione del ducato di Lorena, in corso dalla metà del Seicento. Il re di Francia
arrivò molto vicino a tale obiettivo. Solo la vittoriosa resistenza di Torino nel 1706
glielo impedì.
Forteresse de Mont-Melian
, incisione in rame, in
Nicolas De Fer,
Introduction à la fortification
, 1690-
1694 (ASCT,
Collezione Simeom
, D 850, tav. 9).
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Su questi negoziati, oltre al lavoro di Fazy già citato, si veda P
OMPEO
V
ALENTE
,
Relazioni diplomatiche di Vitto-
rio Amedeo II, duca di Savoia, coi Cantoni Svizzeri e colla Repubblica del Vallese durante il secondo periodo della
guerra in Italia per la successione di Spagna (1703-1707)
, in
CGP
, VI, pp. 384-541; D
OMENICO
C
ARUTTI
,
Storia della
diplomazia della Corte di Savoia
, 4 voll., Torino, Bocca, 1875-1880, III, pp. 350-358, e E
DGAR
B
ONJOUR
,
Die
Schweiz und Savoyen im spanischen Erbfolgkrieg
, Berne: Haupt, 1927, pp. 13-95.




