28
delle gravi diversità di vedute fra Vittorio Amedeo e le potenze marittime
29
. Il trat-
tato con l’Inghilterra non fu firmato sino all’agosto 1704 e quello con le Province
Unite solo nel gennaio successivo. Sebbene Vittorio Amedeo avesse un disperato
bisogno dell’aiuto di questi nuovi alleati, non voleva concedere nulla di ciò che
chiedevano perché riteneva di avere in mano una carta vincente: sapeva che freme-
vano per i vantaggi strategici che avrebbero tratto dall’alleanza con lui. La questio-
ne degli aiuti finanziari aveva naturalmente un gran peso nei negoziati. In primo
luogo, conoscendo la disastrosa situazione militare del duca, i governi inglese e
olandese contribuirono prontamente con grandi somme di denaro per aiutarlo a
mantenere le sue truppe
30
. Il pagamento del sussidio fu infine stabilito in 80.000
scudi al mese da ottobre 1703 fino a due mesi dopo la fine delle ostilità. In cam-
bio, il duca promise di mettere in campo un’armata di 15.000 uomini in Italia set-
tentrionale. Sebbene egli formalmente entrasse nella Grande Alleanza del 1701,
insistette perché il trattato con le potenze marittime fosse separato dagli accordi
siglati con l’imperatore, chiaro indizio della diffidenza che ormai connotava tali
rapporti. Articoli segreti aggiunti al trattato impegnavano i governi inglese e olan-
dese a garantire i termini dell’accordo con l’imperatore e in particolar modo la
clausola riguardante la cessione del Vigevanasco. Fin dall’inizio il governo inglese
si trovò così a svolgere il ruolo di mediatore fra Vittorio Amedeo e la corte impe-
riale
31
. Da parte loro, le potenze marittime volevano che il duca rinnovasse le
garanzie di libertà religiosa per i sudditi valdesi, promulgate nel 1694 su richiesta
di Guglielmo III: egli però era riluttante e il trattato non ne fa menzione. Insiste-
vano inoltre perché riducesse i dazi sulle merci, soprattutto tessili, che importava
dai loro paesi e interrompesse ogni commercio con la Francia. Vittorio Amedeo
era disposto a qualche concessione sulla questione delle tariffe, ma recalcitrava a
bandire i traffici con il potente vicino. Alla fine egli semplicemente accettò di offri-
re «ogni sorta di protezione» per facilitare il commercio con i nuovi alleati e di
applicare ai loro beni gli stessi dazi che prelevava sulle importazioni dalla Francia
32
.
Anche dopo San Benedetto Po, Luigi XIV sembrava sperare che la rottura con
Vittorio Amedeo non fosse definitiva e che si potesse ancora persuaderlo a riunir-
si all’alleanza borbonica. Probabilmente questa fu la ragione per cui esitò a
dichiarare guerra, e lo fece solo il 4 dicembre
33
. La speranza contribuì forse anche
a ritardare l’avanzata di Vendôme in Piemonte, quando avrebbe potuto conqui-
stare il ducato con relativa facilità: le forze sabaude, indebolite, non sarebbero
state in grado di offrire una valida resistenza, le truppe promesse dall’imperatore
non erano ancora arrivate e Torino non era preparata a un assedio. Il 20 ottobre
Vendôme si arrestò a Casale, donde chiese di nuovo al duca di consegnare diver-
se fortezze come pegno di lealtà
34
. Ma era troppo tardi; Vittorio Amedeo rispose
29
Si veda ad esempio Hill al segretario di stato Hedges, 8/19 febbraio 1704,
ibid
., pp. 313-316, e i
Verbali di con-
ferenza
(8 e 10 febbraio 1704) tra gli ambasciatori delle potenze marittime e Vittorio Amedeo, in
CGP
, V, pp. 261-
263.
30
Hill a Nottingham, 4/15 dicembre 1703, scrive che 420.000 scudi erano dovuti a Vittorio Amedeo come paga-
mento iniziale, a parte rispetto ai sussidi mensili su cui non c’era ancora accordo. Il trasferimento dei fondi sem-
bra essere stato trattato da banchieri di Ginevra come Lullin & Nicolas; si veda la lettera di Hill a essi, 19 agosto
1704, in W. B
LACKLEY
(a cura di),
The Diplomatic Correspondence of the Rt. Hon. Richard Hill
cit., I, p. 410. I
pagamenti a Torino sembrano essere stati eseguiti per lo più dai banchieri Olivero e Gamba: si veda
CGP
, V, p.
XCI e
passim.
31
Si vedano i commenti sui loro dissensi circa l’interpretazione della recente alleanza: Nottingham a Hill, 14/25
gennaio 1704,
ibid
., pp. 72-74.
32
Il trattato con la regina Anna (4 agosto 1704) è pubblicato in C
LEMENTE
S
OLARO DELLA
M
ARGARITA
(a cura di),
Traités publics de la Royale Maison de Savoie avec les puissances étrangères depuis la paix de Cateau-Cambrésis
jusqu’à nos jours
, 8 voll., Torino, Stamperia Reale, 1836-1861, II, pp. 220-239. Il testo del trattato con gli Stati
Generali (25 gennaio 1705) è simile:
ibid
., p. 248 e sgg.
33
Luigi XIV a Phélypeaux, 5 ottobre 1703, citato in H
ENRI
F
AZY
,
Les Suisses et la neutralité de la Savoie 1703-
1704
, Genève: Kündig, 1895, p. 5. La dichiarazione di guerra si trova in G.
DE
L
AMBERTY
(a cura di),
Mémoires
pour servir à l’histoire du XVIII siècle
cit., II, pp. 576-578.
34
D. C
ARUTTI
,
Storia del regno di Vittorio Amedeo II
cit., pp. 294-295.
Plan de la glorieuse bataille d’Hochstat gagnée par les
alliez le 13 aoust 1704
, in Jean Dumont,
Histoire mili-
taire du prince Eugène de Savoye, du prince et duc de
Marlborough, et du prince de Nassau-Frise [...]
, 1729-
1747, (BCT, 413 D 3, vol. I, dopo p. 38, particolare).




