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Tirolo austriaco con l’obiettivo di attaccare Vienna. L’invasione tuttavia fallì. La
resistenza dei contadini tirolesi arrestò l’avanzata franco-bavarese, evitando il
ricongiungimento con Vendôme che a fine agosto si era spinto fino a Trento,
pronto ad attraversare le Alpi. Fallito tale ricongiungimento a nord delle Alpi, ai
primi di settembre Vendôme si diresse a sud, impegnato in una nuova missione.
Era stato avvertito da Luigi XIV che Vittorio Amedeo II era sul punto di cambia-
re parte e perciò doveva rendere inoffensive le truppe sabaude che servivano ai
suoi ordini. Di conseguenza il 29 settembre a San Benedetto Po Vendôme arrestò
e disarmò la maggior parte dei reggimenti sabaudi e chiese che il duca, a dimo-
strazione della sua buona fede, consegnasse le chiavi delle fortezze principali
18
.
Vittorio Amedeo rifiutò. A quel punto il duca di Savoia e gli alleati Borbone si
trovarono di fatto in uno stato di guerra.
In questo momento cruciale è necessario esaminare le ragioni che indussero Vit-
torio Amedeo a compiere il passo estremamente rischioso di sfidare Luigi XIV,
sovrano più potente d’Europa. Contro la potenza militare francese le forze arma-
te che lo stato sabaudo era in grado di chiamare a raccolta erano insignificanti:
all’epoca l’esercito francese raggiungeva oltre 300.000 uomini; quello sabaudo,
benché cresciuto in maniera significativa dopo l’ascesa al potere di Vittorio Ame-
deo nel 1684, contava circa 16.000 uomini nel 1703 e al momento della sua mas-
sima potenza non superò mai i 30.000 effettivi
19
. Il rovesciamento di alleanze era
perciò una scommessa estremamente rischiosa, ma probabilmente il duca capiva
di non aver alternative. Continuare a essere un membro di secondo piano nell’al-
leanza borbonica che stava assumendo il controllo dell’Italia settentrionale lo
avrebbe reso nuovamente una sorta di vassallo di Luigi XIV, come era stato prima
che la guerra ferocemente combattuta fra 1690 e 1696 lo affrancasse dal predo-
Veduta di Chambéry, incisione di Coenraert Decker su
disegno di Giovanni Tommaso Borgonio, in
Theatrum
Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis
, 1682
(ASCT,
Collezione Simeom
, N 1, vol. II, tav. 7).
18
D. C
ARUTTI
,
Storia del regno di Vittorio Amedeo II
cit., pp. 292-294. I prigionieri furono forse 5000; molti in
seguito riuscirono a fuggire e a raggiungere l’esercito di Vittorio Amedeo.
19
C
HRISTOPHER
S
TORRS
,
War, Diplomacy and the Rise of Savoy, 1690-1720
, Cambridge: Cambridge University
Press, 1999, nelle tavole a p. 26, fornisce questi totali per l’esercito.




