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Albertina)
91
costituiva parte integrante dell’opera e completava il messaggio peda-
gogico e patriottico, esaltando il profilo di chi «conscio di certa rovina, accese le
polveri e col sacrifizio della vita fece salva la patria»: iscrizione composta da Pio
Agodino sulla traccia di quella presentata da Luigi Cibrario
92
.
Gli storici moderati e sabaudisti procedevano parallelamente al recupero dei
protagonisti e del mito dell’assedio in funzione aggregante attorno alla dinastia
che proprio allora acquisiva un ruolo nazionale. Compiuta ormai l’unificazione
sotto la corona dei Savoia, l’epica dell’assedio e dei suoi principali protagonisti
rispondeva alla necessità di dimostrare la lunga durata dell’aspirazione naziona-
le degli stati italiani a essere riuniti dal regno di Sardegna: operazione che dove-
va essere ideologicamente cementata
post factum
, secondo l’azegliano incitamen-
to a «fare gli italiani». Il centro propulsore della cultura piemontese andava
intanto spostandosi dall’Accademia delle Scienze all’Università che apriva le
porte a docenti provenienti da altre parti della penisola. Nel contempo, fin dal
1859, la Deputazione di Storia Patria si allargava fino a comprendere le provin-
ce lombarde e l’anno successivo inaugurava una pubblicazione sul modello delle
società storiche straniere, la «Miscellanea di Storia Italiana» nel cui atto ufficiale
di nascita Domenico Promis e Luigi Cibrario enunciavano l’obiettivo di sprovin-
cializzare gli studi: la storia d’Italia si ricongiungeva dunque a quella piemontese
grazie allo strumento della Deputazione nata trent’anni prima e che ora acquisi-
va vocazione nazionale
93
.
In tale clima di fervore si imponevano all’attenzione del pubblico colto e del ceto
medio, nerbo dell’opinione pubblica, l’esaltazione storica del primo re sabaudo e
del recupero di Eugenio come principe di sangue italiano, rappresentanti della
tradizione dinastica e guerriera che risolveva la questione nazionale italiana. Nel
150° anniversario dell’assedio usciva a Torino la prima edizione della
Storia del
regno di Vittorio Amedeo II
di Domenico Carutti
94
. La monografia ebbe grande
successo, basata principalmente su fonti di tipo letterario e diplomatico, più
attenta a descrivere i grandi personaggi e a privilegiare le trattative diplomatiche
e gli ordinamenti interni dello stato che i fenomeni politici e sociali. Non era cioè
una storia della monarchia piemontese come quella coeva di Nicomede Bianchi,
concepita in parte come affresco della società, ma procedeva per grandi biografie
e si esauriva nel narrare le gesta demiurgiche dei principi. La seconda edizione
uscì a Firenze nel 1863; nella prefazione, scritta all’Aja l’anno precedente, all’in-
domani dei «grandi avvenimenti felicemente compiutisi in Italia», Carutti, fedele
ai nuovi compiti nazionali della storiografia subalpina, auspicava che le «virtù di
prudenza, di perseveranza e di abnegazione le quali soccorsero l’antico Piemon-
te sotto il primo Re di Sardegna, guid[assero] i liberati popoli della penisola,
regnante il primo Re d’Italia». Accanto all’elogio della continuità storica con il
vecchio Piemonte amedeano, proprio nell’opera di Carutti torna finalmente in
primo piano, accanto alla ribadita continuità fra presente e passato, il popolo
degli assediati, secondo la versione mutuata dai soliti Solaro e Tarizzo, ma anche
dal più recente Botta (nella terza edizione del 1897 definito «il più facondo stori-
co di questo secolo»
95
), indice evidente dei limiti dell’opera. Sullo sfondo della
vecchia città impaurita, l’autore ricordava i cittadini ordinati volontariamente in
milizie, le donne piegate a trasportare terra sulle spalle, «intrepide con animo più
che da femmine, anche in veduta degli squarciati cadaveri di molte delle loro
Andrea Gastaldi,
Pietro Micca
, incisione in rame
(ASCT,
Collezione Simeom
, D 2224).
91
ASCT,
Affari Lavori Pubblici
, cart. 4, fasc. 4.
92
C. M
ORANDO
,
I monumenti di Torino
cit., p. 38.
93
L
UIGI
C
IBRARIO
, D
OMENICO
P
ROMIS
,
Regia Deputazione sopra gli Studi di Storia patria
, in «Miscellanea di Storia
Italiana», Torino: Stamperia Reale, 1862, t. I, pp. 1-5.
94
D
OMENICO
C
ARUTTI
,
Storia del regno di Vittorio Amedeo II
, Torino: Paravia, 1856.
95
I
D
.,
Il primo re di Casa Savoia
cit., p. 326.




