Scheda: Evento - Tipo: Culturale

Torino e le donne. Piccole e grandi storie dal Medioevo a oggi - 8 marzo

"Torino e le donne". Sezione: 8 marzo.

Archivio Storico della Città di Torino, documenti in mostra dal 6 ottobre 2021 al 31 marzo 2022

 

 

Indice

8 marzo

Le origini della Festa della Donna si legano alle rivendicazioni del suffragio femminile tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. L’8 marzo 1917 (il 23 febbraio secondo il calendario giuliano in vigore in Russia) le donne di San Pietroburgo protestarono in piazza per chiedere la fine della guerra, dando il via alla Rivoluzione di Febbraio: per questo motivo la seconda Conferenza internazionale delle donne comuniste, tenutasi a Mosca nel 1921, scelse l’8 marzo come data comune per tutti i paesi per celebrare la Giornata della donna. Nel clima della guerra fredda però la protesta delle donne di San Pietroburgo venne trasformata  nel mito commemorativo della morte di un centinaio di operaie nel rogo della fabbrica di camicie Cotton (inesistente) di New York nel 1908.

In Italia la Giornata della donna fu celebrata per la prima volta nel 1921 su iniziativa del neonato Partito Comunista; l’avvento del fascismo pose un freno alle rivendicazioni femminili, che ripresero solamente nel dopoguerra soprattutto tramite l’Unione donne italiane (Udi) e il Centro italiano femminile, e si legarono negli anni Settanta ai temi del divorzio e dell’aborto.

Nel 1977 l’assemblea generale dell’Onu rivolse l’invito agli stati membri a indire una «Giornata delle Nazioni Unite dei diritti delle donne e della pace internazionale», scegliendo come data proprio l’8 marzo.

 

Note

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(Mostra a cura di Maura Baima, Luciana Manzo, Fulvio Peirone. Segreteria: Anna Braghieri. Progetto espositivo: Ottavio Sessa. Allestimento: Gisella Gervasio, Manuela Rondoni. Riproduzioni fotografiche: Giuseppe Toma, Enrico Vaio. Foto web: Deborah Sciamarella. Collaborazioni: Andrea D'Annibale, Massimo Francone, Omar Josè Nunez, Anna Maria Stratta. Per MuseoTorino: Caterina Calabrese, Surya Dubois Pallastrelli, Diletta Michelotto. Traduzioni: Surya Dubois Pallastrelli, Laura Zanasi).

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