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pare interessante segnalare la dizione alternativa del borgo Madonna di Campagna, indi-
cato come
N.S. di Camp
., quello di Lucento, sempre individuato nei due poli del castello
e del borgo vero e proprio, qui con la dizione
T.
ti
di Lucento
, ancora una volta la presenza
del Martinetto, ma nessuna indicazione per Valdocco, che pure si mostra identificabile e
in realizzazione con pianificazione controllata dal
Piano d’Ingrandimento della Capitale
di
Promis e Cassinis (1851-52)
26
e analoga mancanza di menzioni per il borgo San Donato,
invece di consistente compagine allo sbocco dalla piazza Statuto e lungo la prosecuzio-
ne di via Garibaldi nella importante strada extraforanea di San Donato. Mancante anche
l’indicazione di Pozzo Strada, forse considerato di minore rilievo in una mappa così estesa
rispetto alla non lontana Tesoriera, con cui non di rado – lo si vedrà ancora in cartografie
successive – appare confuso. Impossibile non segnalare, al contrario, la vistosa individua-
zione de
Il Rubatto
, con una grafia tanto netta da contrastare con l’assoluta mancanza
di qualunque aggregazione reale; analoga osservazione può essere fatta per
Il Lingotto
(ancora allo stato di un’ampia cascina esito delle trasformazioni dell’antica residenza si-
gnorile). Il borgo di
Mirafiori
nell’estrema direzione sud appare riconfermato nella sua
amplissima estensione e nella natura di comparto di estrema compattezza e leggibilità,
ciò che stride con l’attuale difficoltà di riconoscibilità di molte parti di questo borgo, in
gran parte rese poco significative dall’avanzare di un’edilizia di grande cubatura e di scarso
legame con il tessuto storico.
Altrettanto riconoscibile, da parte
opposta, verso settentrione, il gran-
de comparto di
Bertolla
, nonostante
la presenza riconfermata dei diversi
nuclei fondativi e altrettanto vistoso
il
R.
o
Parco
. Due segnalazioni paio-
no interessanti: presso la città, oltre
il corso San Maurizio, la scritta
Borgo
Vanchiglia
che annota la puntuale for-
mazione del nuovo borgo su progetto
di Carlo Promis e in saldatura delle
vie di nuova realizzazione con il reti-
colo della città più antica (secondo le
previsioni del già ricordato
Piano d’In-
grandimento della Capitale
degli anni
1851-52 di Promis e Cassinis), mentre
da parte opposta del corso del Po, ol-
tre la
Mad. del Pilone
si registra la for-
manda
Borg.
a
de’ Sassi
.
L’anno successivo, 1853, segna un
punto fondamentale nella storia urba-
na: dopo essere stata una città cinta da
mura romane, medievali, “a la moder-
na” – faticosamente e con lungo pro-
cedimento – smantellate, «nella sedu-
ta del 30 giugno il Consiglio comunale era chiamato ad approvare la nuova linea daziaria
provvisoria, così come già stata delineata da una commissione, incaricata di studiare il
servizio del dazio»
27
, con un’ampia discussione sulle scelte di andamento della spezzata
che avrebbe definito un vero nuovo perimetro di cinta – ora a natura daziaria appunto, ma
anche con funzioni di polizia – attorno alla città.
Il 27 aprile del medesimo anno era stato pubblicato il Manifesto del sindaco dal titolo
Tracciamento di una nuova linea daziaria, e riordinamento degli uffici e dipendenze
28
; da
26
Comoli, 1987.
27
Lupo, Paschetto, 2005, p. 28.
28
In
Raccolta di Leggi, Decreti, Circolari ed altre Provvidenze dei Magistrati ed Uffizii pubblicati nell’Anno
1853
, Torino, vol. XVII, serie V, p. 283 sg., commentato in
Ibidem
, p. 34.
8. Esercito Sardo,
Gran
Carta degli Stati Sardi
,
1852. ASTO, Corte,
Carte
topografiche segrete
, B5-
bis nero.




