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5-2,5 milioni di anni fa

Emersione della collina torinese dal mare piemontese

L’inizio dell’evoluzione del territorio già definibile come ‘piemontese’ fotografa la presenza di un mare ‘antico’, residuo dell’oceano Tetide che nel lontano Mesozoico separava le aree continentali boreali (Laurasia) da quelle australi (Gondwana). La dinamica della crosta terrestre nel tempo (decine di milioni di anni) aveva progressivamente ridotto tale spazio oceanico, a seguito della traslazione verso nord della placca continentale africana, sino a farla collidere con la placca continentale sud-europea e di conseguenza a formare la catena alpina. Si isolò quindi un mare interno che poco prima di 5 milioni di anni fa, si configurò nel Mediterraneo attuale.

Esisteva allora un ‘golfo padano’ il cui fondale, proseguendo la dinamica compressiva della crosta terrestre, subì un progressivo sollevamento sino a determinare il ritiro del mare verso gli attuali confini adriatici. La collina di Torino, espressione superficiale di tale dinamica compressiva della crosta terrestre, comincia a quel tempo a emergere al centro dell’estremo occidentale del golfo padano. Essa è contornata da un mare subtropicale che va progressivamente assottigliandosi, sino alla definitiva emersione del fondale e all’instaurarsi di ambienti continentali (tipo Maremma) intorno a 3 milioni di anni fa.

Giulio Pavia

Tappa 1

tappa1

 

Collocazione paleogeografica di alcuni “luoghi” caratteristici dell’emersione della collina di Torino dal mare piemontese (“prima tappa” della storia “prima della Città”, da 5 a 2,5 milioni di anni dal presente) e relativi caratteri paleo-ambientali: 1, 2, 3 = mare profondo; 7, 8 = spiagge e coste sabbiose di ambiente subtropicale; 4, 5, 6 = mare poco profondo e relativi organismi del fondale; 7, 8 = cetacei arenati su bassi fondali. Le frecce rosse indicano il sollevamento tettonico dei rilievi alpini ed appenninici.

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