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1899

Torino che lavora e che pensa

Mentre su piazze e viali del centro sorgono i monumenti in ricordo dei personaggi risorgimentali ormai scomparsi, con gli anni Ottanta inizia una nuova fase, caratterizzata da alcuni processi simultanei.

All’esterno della cinta daziaria, lungo le direttrici radiali di collegamento col territorio, diversi insediamenti sorgono in prossimità delle porte di accesso alla città, secondo il modello delle “barriere” operaie. Le borgate Campidoglio, Regio Parco, Monte Bianco, Monte Rosa, via Giachino, Vittoria, di Nizza, frutto di lottizzazioni di piccole e medie proprietà private, crescono grazie all’assenza di imposizioni fiscali sui materiali da costruzione e fuori dal controllo della normativa comunale fino al 1887. All’interno della cinta daziaria, nella larga fascia anulare di territorio compresa tra la città vera e propria e la linea spezzata che definisce l’obbligo di edificazione normata dal Regolamento d’Ornato, si formarono altre due zone di insediamento operaio, quella di Borgo San Paolo e quella dell’oltre Dora, attratte dalla presenza di numerose industrie.

Parallelamente avviene la prima urbanizzazione della zona pedecollinare sulla destra del Po, con la nascita di zone residenziali borghesi attestate oltre i nuovi ponti gettati sul Po, che si affacciavano in parte sul primo grande parco urbano, quello del Valentino.
Sempre negli anni Ottanta prendono avvio dibattiti ispirati da propositi di risanamento igienico, ma anche da forti interessi fondiari, che portarono alla realizzazione della rete fognaria e ai “tagli” diagonali di via Pietro Micca e di via IV Marzo, con la scomparsa di quasi tutte le cellule edilizie di impianto medievale, molto degradate, e la riconversione del precedente ruolo di area residenziale povero in zona abitativa qualificata e sede di banche, assicurazioni, ditte commerciali. Questa fase può considerarsi conclusa nel 1908, con la prima stesura del nuovo Piano regolatore e la crisi dell’industria automobilistica, appena nata, che determinerà negli anni seguenti una profonda riorganizzazione degli insediamenti produttivi.

Silvano Montaldo

Galleria

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Chiesa di Nostra Signora della Salute. Fotografia di Mauro Raffini, 2010. © MuseoTorino
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Pietro Fenoglio, Casa Fenoglio (La Fleur, particolare), 1903. Fotografia di Dario Lanzardo, 2010. © MuseoTorino.
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Palazzo degli Istituti Anatomici. Fotografia Studio fotografico Gonella. © Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando
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Pietro Costa, Monumento a Vittorio Emanuele II (particolare della statua del re), 1882-1899. Fotografia di Dario Lanzardo, 2010. © MuseoTorino.

Temi ed Eventi

Le nuove tradizioni popolari nella città industriale

La trasformazione di Torino in città industriale comportò anche un sostanziale cambiamento nella vita quotidiana e nelle tradizioni dei ceti popolari.

L'Università e le scienze

Nonostante parecchie difficoltà, nel XIX secolo l'Università e il sistema culturale torinese diedero impulso e potenziarono gli studi scientifici, supportando così la trasformazione della città in polo industriale-produttivo.

Soggetti

Regina Margherita (Torino 1851 - Bordighera 1926)

Regina d'Italia. Figlia di Ferdinando di Savoia, duca di Genova e moglie di Umberto di Savoia dal 1868, salì al trono il 9 Gennaio 1878 fino al 1900.

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Edmondo De Amicis (Oneglia 1846 - Bordighera 1908)

Edmondo De Amicis, nato a Imperia Oneglia il 21 ottobre del 1846, giornalista di professione e celebre scrittore di romanzi, lega fortemente il suo nome alla città di Torino.

Altri luoghi

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Villaggio Leumann

Fra i più celebri esempi italiani, il villaggio annesso alle tessiture dei Leumann fu articolato a partire dal 1902 dall’ingegnere Pietro Fenoglio con la realizzazione di edifici per abitazioni e servizi connotati da stilemi di eclettismo floreale.

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